di Michele Dotti

Che senso può mai avere entrare in edicola con una nuova rivista in questo momento storico nel quale l’informazione sembrerebbe essere già tutta presente e così facilmente reperibile sul web?

E perché mai uscire con una cadenza bimestrale, quasi a passo di lumaca, mentre tutta l’informazione corre a mille all’ora, fino all’immediatezza assoluta delle dirette streaming?

Credo sia importante partire da queste domande per porre le giuste fondamenta del nostro progetto editoriale. È ben vero che su internet in pochi minuti si può trovare tutto -e il contrario di tutto- ma proprio questo pone a mio avviso un duplice problema, al contempo di natura quantitativa equalitativa.

Infatti, paradossalmente, proprio questa sovrabbondanza di informazioni -assolutamente recente nella storia umana- sta producendo una specie di rumore di fondo, privo di significato. Come recitavanitidamente il Tao te ching: “I cinque colori accecano l’occhio, le cinque note assordano l’orecchio”.

Superata una certa soglia, il proliferare di informazioni in circolazione rischia di superare ogni nostra capacità di servircene; Jean Baudrillard scriveva al proposito: “Ci troviamo in un universo nel quale si dà sempre più informazione e sempre meno senso”.​

Proprio questo ci introduce alla dimensione qualitativa della nostra analisi: l’informazione non è conoscenza (come illustra l’immagine qui a fianco) e rischia addirittura di non favorirla se non è pensata e creata con l’intento di promuovere consapevolezza.

Il ruolo di una rivista oggi può essere allora quello che spettava, nei secoli passati, alla bussola: uno strumento indispensabile per orientarsi nel mare magnum dell’informazione presente in rete e aiutare il lettore a creare connessioni, il cuore della differenza fra informazioni e conoscenza.

E scrivendo questo non mi riferisco soltanto alle connessioni fra i concetti, fondamentali per poterleggere i processi in corso inserendoli nelle giuste cornici, ma anche alle connessioni fra tutti gli attori della galassia ecologista, che meritano di essere conosciuti e che insieme potranno produrre risultati ancora più significativi.

Questa rivista nasce quindi con questo duplice scopo: da una parte prendersi il tempo per cercare dicomprendere la realtà –inserendo sempre le informazioni nelle opportune cornici- e dall’altra creare connessioni con chi già è attivo, in una prospettiva ecologista, che considera la Natura non come un problema, ma come una straordinaria opportunità per tutti, da ogni punto di vista.

Parleremo di ecotecnologie e di scelte possibili per fare pace con la Terra, promuovendo sostenibilità, salute, occupazione, diritti, pace, economia…

Alziamo le vele, dunque, e partiamo per questo viaggio straordinario nel quale ci auguriamo vorrete accompagnarci a lungo!

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